L'imputato in apertura di udienza chiede alla Corte d'Assise presieduta dal giudice Ingrascì di parlare e chiede scusa alla famiglia di Sara.Scuse respinte al mittente a voce alta e in modo veemente da mamma Marilisa, che non le accetta e lo definisce schifoso.Parte con la tensione tipica di chi ha perso tutto e spera nella giustizia l'udienza a carico di Jashandeep Badhan, che il 26 ottobre 2024 ha ucciso a Costa Volpino Sara Centelleghe.Parte il pm Raffaella Latorraca con la lunga e precisa ricostruzione del delitto e con la richiesta finale dell'ergastolo. Un omicidio aggravato dalla crudeltà, dalla minorata difesa e dal nesso teleologico.Il movente del delittofu la ricerca spasmodica di droga, a costo di tutto. A costo della vita una ragazza poco più che adolescente che come unica colpa si è svegliata in casa sua mentre Deep frugava ovunque a caccia del panetto di hashisc che l'amica Ryan, ospite, aveva nascosto nell'armadietto. Deep non la trova, Sara si spaventa e viene brutalmente assassinata con una crudeltà che non si spiega. Prima sbattuta a terra con la testa, poi strozzata e quando era ormai esanime a terra, per su ammissione, ha preso e forbici e infierito sul capo per 70 volte. I vicini hanno raccotato di aver sentito urlare "Che male" e poi Basta basta con l'ultimo filo di voce. Massacrata. La troverà l'amica spacciatrice, Ryan, quella che Deep avrebbe dovuto aspettare da basso. Quell'amica che, rientrata in casa, trova il corpo martoriato, va a prendere la droga come primo pensiero. Chiama i soccorsi e poi non racconta agli inquirenti la verità per tutelarsi. La povera Sara tradita due volte anche dalla sua amica. Deep non merita nemmeno le attenuanti dice Latorraca, ha mentito per tutte le indagini.Si alinenano le parti civili, mentre il difensore di Deep parla di leggerezza nel chiedere l'ergastolo. Chiede alla corte di non scadere nella banalità. Di non credere all'aggravante più ad effetto, quella della crudeltà, perchè i colpi con le forbici, che il pm ha definito inutili e oltremodo crudeli, sono stati inferti quando probabilmente era già mota. Tutt'alpiù ha detto, parliamo di vilipendio. Ma la crudeltà non ci sta. Chide il minimo della pena per il suo assistitoLa sentenza è prevista per 13 maggio.Simona Befani
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Mercoledì 22 Aprile 2026 19:30