A 97 anni, Lino Rota, originario della Valle Imagna e residente a Nembro, ha ricevuto il riconoscimento “Voce lombarda nel mondo” 2026. La cerimonia si è svolta a Milano, in apertura della seduta del Consiglio regionale. Un premio che celebra le storie dei lombardi che, attraverso il loro percorso di vita e di lavoro all’estero, hanno continuato a rappresentare e a tenere vivo il legame con la propria terra. Per Lino Rota, una vita segnata dall’emigrazione, nel 1948 parte per il Belgio e inizia a lavorare nelle miniere di Charleroi, diventa capo squadra e poi soccorritore. È proprio in questa veste che 70 anni fa, l’8 agosto del 1956, è tra i primi a raggiungere la miniera di Marcinelle, dove un incendio a mille metri di profondità provoca la morte di 262 minatori, 136 dei quali italiani. A proporre Lino Rota per il riconoscimento è stato proprio l’Ente Bergamaschi nel Mondo, che da oltre vent’anni collabora con l’associazione “Nembresi nel mondo”. Un premio che è soprattutto un riconoscimento alla sua opera di memoria, solidarietà e testimonianza. Una storia che Lino Rota ha trasformato in impegno: tornato a Nembro dopo gli anni in Belgio, ha dedicato oltre trent’anni alla costruzione di un vero e proprio luogo della memoria: una miniera in miniatura, realizzata raccogliendo attrezzi, documenti e materiali utilizzati dai minatori. Un museo diventato nel tempo un punto di riferimento per conservare la memoria dell’emigrazione nembrese e della tragedia di Marcinelle, visitato ogni anno anche da scolaresche e gruppi organizzati. Il servizio di Elisa Cucchi per Bergamo Tv con le interviste a Carlo Personeni presidente Ente Bergamaschi nel Mondo e a Lino Rota.