L'economia della provincia di Bergamo si trova ad affrontare una minaccia senza precedenti che mette a rischio la tenuta dell'intero comparto dell'autotrasporto locale. Secondo le proiezioni dell'Ufficio studi della CGIA di Mestre, entro la fine dell'anno un'impresa su cinque nel territorio bergamasco rischia la chiusura definitiva a causa di una crisi di liquidità ormai insostenibile. I dati storici confermano una tendenza all'erosione del settore: tra il 2015 e il 2025, Bergamo ha già visto scomparire oltre il 24% delle proprie aziende di trasporto, passando da 1.543 a 1.169 realtà attive. La prospettiva di un prezzo del diesel stabilmente sopra i 2 euro al litro fino al 2026 rappresenta il colpo di grazia per i piccoli padroncini, impossibilitati ad assorbire costi operativi in cui il carburante incide ormai per il 30% del totale.Oggi, rifornire un mezzo pesante comporta una spesa di oltre mille euro, con un incremento di 250 euro rispetto alla fine dell'anno precedente. Mentre il gasolio deve essere pagato immediatamente alla pompa, gli incassi delle fatture per i servizi di trasporto arrivano con ritardi che oscillano tra i 60 e i 120 giorni. Tale sfasamento temporale genera una fame di liquidità che costringe molte imprese a fermare i camion non per mancanza di commesse, ma per l'impossibilità fisica di anticipare le somme necessarie al viaggio.A complicare lo scenario nella bergamasca interviene anche la dinamica delle accise: il taglio temporaneo dell'imposta introdotto per tutti i consumatori ha neutralizzato il rimborso specifico di cui godeva la categoria, trasformando una misura di sostegno in un boomerang economico. Molti trasportatori locali si trovano inoltre a fronteggiare l'inadempienza dei committenti, che spesso rifiutano l'applicazione della clausola di adeguamento delle tariffe nonostante le forti oscillazioni del mercato. Senza un'inversione di rotta, il rischio è che migliaia di automezzi restino fermi nei piazzali della provincia, segnando l'implosione di un sistema vitale per l'economia reale del territorio. Il servizio di Paola Abrate.